Escursioni

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Scegli il tuo itinerario tra quelli proposti. Ricorda che puoi richiedere escursioni specifiche e personalizzate.
Valuta in base al tuo allenamento aiutandoti con la scala delle difficoltà a fondo pagina.
Le foto possono aiutarti nella scelta in quanto le slideshow sono inerenti all’itinerario proposto.


L’anello delle sorgenti

Semplice escursione in un luogo ricco di storia e grande fascino. L’ambiente naturale è caratterizzato da belle macchie di sempreverdi di leccio e da una straordinaria ricchezza d’acqua, infatti i monaci agostiniani vi eressero, nel 1545, un florido ed importante convento, di cui oggi rimangono i ruderi.
Il sentiero si incunea nel selvaggio Vallone di Gaudolino un tempo luogo di briganti e fuggiaschi, ma anche di taglialegna e pastori.
Meraviglioso il panorama dalla collinetta della Romània, sovrastata da Gaudorosso e Pollinello le cui pareti sono punteggiate da innumerevoli pini loricati abbarbicati nel vuoto.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 300 m. • Percorso: ad anello • Durata: 3 h • Lunghezza: 5 Km


Sulla via dei romani

La storia rivive in questo itinerario dal grande fascino, sottolineandoci uno dei maggiori pregi dei Romani: la maestria nel campo della logistica. Questa escursione ripercorre un tratto dell’antica Via romana Annia-Popilia, realizzata verso la metà del II secolo a. C. e che collegava Capua a Reggio Calabria.
Durante la salita è facile imbattersi in resti di acciottolato e segmenti di strada selciata e gradinata, con il sentiero che rasenta la grotta di San Francesco, meglio conosciuta come Grotta di San Paolo. Un tempo, lungo questo tracciato, vi era anche una piccola chiesetta bizantina in onore di San Francesco di Paola che da qui passò nel suo ultimo viaggio verso la Francia. La tradizione vuole che da una di queste colline, il Santo, salutò per l’ultima volta la sua amata Calabria.
Nell’ultimo tratto, il sentiero si interseca con i resti del tracciato dell’ex Ferrovia Calabro-Lucana e sempre in maggiore salita, entra nel Vallone dell’Ospedaletto (nome ricollegabile ad un antico ricovero per viandanti ormai scomparso) tramite un passaggio segnato da un’antica fontana realizzata in lastroni di pietra, il cui nome evoca antiche imprese brigantesche: la fontana dello Scannato.
L’escursione termina sulla cima del Cappellazzo (m. 1210) dove ci si ristora seduti comodamente all’interno di un piccolo rifugio adibito a postazione antincendio per l’osservazione dei boschi durante i mesi estivi. Il panorama è superbo.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 589 m. • Percorso: in linea • Durata: 6 h • Lunghezza: 7 Km (a/r)


Il giardino degli dei: Serra di Crispo

Isolata e rocciosa Serra di Crispo è il cuore geografico del Massiccio del Pollino.
Spazi vastissimi e luogo di straordinaria bellezza per la presenza di numerosi e monumentali pini loricati che hanno attraversato indenni le vicende storiche di secoli adattandosi alle difficili condizioni climatiche. Come pastori arborei plurisecolari, contorti, avvinghiati su se stessi, consunti dal tempo e dalle tenzoni con gli elementi, sembrano figure mitologiche e a tratti umane che quasi ti vengono incontro e mettono un po’ di soggezione.

Difficoltà: ♥♥♥ MEDIA

Dislivello: 551 m. • Percorso: ad anello • Durata: 9 h • Lunghezza: 15,50 Km


Quota interiore sulla Serra Dolcedorme

Escursione regina e di grande impegno sulla cima più alta del Meridione d’Italia in uno scenario grandioso ed indimenticabile.
Un’esperienza unica che richiede un buon allenamento psico-fisico ed una grande volontà, ma anche voglia di conoscere e di scoprire soprattutto quello che hai nel tuo animo, per ascendere la quota interiore che ti porti dentro.
Questo itinerario attraversa ambienti suggestivi: doline, praterie d’alta quota, immensi pianori, boschi fittissimi, ripidi pendii, creste a fil di cielo che “planano” verso orizzonti sconfinati e poi l’incontro con i pini loricati.
Questa è l’escursione adatta se vuoi mettere alla prova le tue capacità e le tue forze, ma soprattutto se vuoi immergerti completamente nella natura aspra del Massiccio del Pollino. Sulla cima il libro di vetta per lasciare un pensiero “attaccato” al cielo.

Difficoltà: ♥♥♥♥ DIFFICILE

Dislivello: 765 m. • Percorso: ad anello • Durata: 11 h • Lunghezza: 16 Km


Sul sentiero di Apollo: il Monte Pollino

La montagna del mito, il luogo in cui ciascuno, abitante o visitatore, ancora oggi può cogliere suoni, colori, prospettive che modificano i luoghi stessi in stati d’animo e gli stati d’animo in paesaggio, cielo, ombra e luce.
Si sale dalla cresta sud ovest tra fascinose praterie di sesleria e maestosi pini loricati che dalle pareti rocciose dominano la faggeta ed i pianori sottostanti, mentre lo scenario diventa sempre più luminoso e sconfinato.
A sud in un avvallamento, a pochi metri dalla cima, è possibile, anche in agosto, trovare refrigerio in un piccolo nevaio.
Dalla seconda vetta più alta del Parco (m. 2248) il paesaggio è superbo.

Difficoltà: ♥♥♥ MEDIA

Dislivello: 746 m. • Percorso: in linea • Durata: 8 h • Lunghezza: 11 Km (a/r)


Doppia…vette: Monte Pollino e Serra Dolcedorme

Il concatenamento delle due cime più elevate del Parco Nazionale del Pollino è sicuramente l’itinerario proposto più impegnativo, ma anche quello che regala più soddisfazioni.
In uno scenario naturale multiforme e affascinante fatto di orizzonti aperti e sconfinati, della luce intensa dei cieli, dove foreste immense e verdeggianti contornano ampi pianori erbosi circondati da vette maestose, solitarie dimore degli ultimi pini loricati.

Difficoltà: ♥♥♥♥♥ MOLTO DIFFICILE

Dislivello: 765 m. • Percorso: ad anello • Durata: 12 h • Lunghezza: 17 Km


Il cielo con un dito: Serra del Prete

La terza cima (m. 2180), in ordine di altezza, è la meno gettonata del Parco Nazionale. L’itinerario classico proposto, dalla cresta sud ovest, offre però una panoramicissima ascesa su terreno sassoso, con fioriture straordinarie a primavera ed inizio estate e la possibilità di godere, sempre in questo periodo, di freschi nevai poco prima della cima.
Il panorama dalla vetta è mozzafiato, dapprima si staglia sul versante occidentale del Monte Pollino con pini loricati maestosi che dominano dalle pareti rocciose la faggeta sottostante ed a seguire spazi ampissimi verso il settore occidentale e settentrionale del Parco.

Difficoltà: ♥♥♥ MEDIA

Dislivello: 670 m. • Percorso: in linea • Durata: 6 h • Lunghezza: 7,5 Km (a/r)


Il cimitero dei “loricati viventi”: Serra delle Ciavole

Escursione classica forse una delle più belle del Parco Nazionale del Pollino. Offre panorami mozzafiato e l’incontro ravvicinato con il pino loricato. Queste creature viventi sono individui toccanti, di una bellezza cruda come la pietra.
Tutti hanno una storia di secoli, diversa l’uno dall’altro fatta di piccoli segreti dell’evoluzione naturale, scorci di vita selvatica passata lontano dagli uomini in quest’angolo selvaggio del Pollino.
I pini loricati, come tutti gli alberi, morendo perdono la corteccia ma resistono in piedi ancora per molti anni grazie al loro legno resinoso che marcisce con estrema lentezza. I tronchi ed i rami argentei come grossi scheletri appaiono rivivere in straordinari monumenti naturali di inquietante e misteriosa bellezza.
Se aspetterete il crepuscolo, l’argenteo dei tronchi di alcuni vecchi patriarchi, lascerà il posto ad un cupo colore nerofumo e vi accorgerete di misteriosi personaggi, di guerrieri corazzati che vagano erranti e la vostra mente sarà rapita da immagini di strani riti…provare per credere!!!

Difficoltà: ♥♥♥ MEDIA

Dislivello: 628 m. • Percorso: in linea • Durata: 8 h • Lunghezza: 14 Km (a/r)


Il giardino roccioso: Serretta della Porticella

Escursione facile in un ambiente ancora integro per vivere un’esperienza ricca di fascino circondati dalla presenza dei pini loricati.
L’ambiente è un vero giardino naturale e mentre si sale verso la facile vetta (m. 2000), decine di magnifici pini loricati ci danno la sensazione di essere atterrati su un lontano pianeta fossile mentre dal dirupato versante orientale estese foreste di faggio ed abete bianco coprono i pendii sottostanti.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 498 m. • Percorso: in linea • Durata: 7 h • Lunghezza: 10,50 Km (a/r)


Il borgo “verticale”: Morano Calabro

Morano Calabro è senza dubbio il borgo più bello del Parco Nazionale del Pollino. Di antichissima origine è stato insignito della Bandiera Arancione e riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia.
Muri, case, casette, strade, chiese, appaiono l’una sovrapposta all’altra, così da sembrare disegnate nell’azzurro del cielo. Una pittoresca cascata di case, vicoli stretti che si aprono su graziose piazzette e poi il castello che domina la vita di una comunità ancora capace di curare con amore tradizioni e testimonianze del passato. Morano sembra una scatola cinese, uno scorcio lascia spazio ad un altro scorcio, te ne accorgi percorrendone i vicoli, sentendo la poesia che trasuda dai muri a secco che ancora resistono agli anni ed alle intemperie.
Questo pittoresco borgo scaglionato sui fianchi di un colle offre la possibilità di realizzare itinerari di assoluta bellezza e particolare interesse storico ed architettonico-monumentale.
Quello da me proposto comprende anche la visita ad alcuni musei storici e naturalistici ubicati all’interno del centro storico.

Difficoltà: PASSEGGIATA

Dislivello: 150 m. • Percorso: ad anello • Durata: 6 h • Lunghezza: 5 Km


La traversata di Serra delle Ciavole

Molti anni fa, quando mi avventurai per la prima volta lungo le pendici della Serra delle Ciavole, rimasi affascinato dai pini loricati, misteriosi patriarchi arborei che in questo luogo paiono abbandonati a se stessi. Contorti, possenti, avvinghiati con radici come tentacoli, a reggere il peso di chiome folte e grandiose altre secche e vacillanti.
La salita dalla lunga e spettacolare cresta sud est e la traversata di tutta la caratteristica cresta pianeggiante della Serra delle Ciavole è un itinerario affascinante e pieno di mistero, da non perdere. Riservato agli ultimi romantici!

Difficoltà: ♥♥♥♥ DIFFICILE

Dislivello: 628 m. • Percorso: ad anello • Durata: 10 h • Lunghezza: 14 Km


CiviTour: cultura Arbereshe e Raganello

Bello e caratteristico, il paese di Civita, oggi inserito nel club dei “Borghi più belli d’Italia”, rappresenta una tappa di sicuro valore e interesse.
Questa piccola comunità Arbereshe, popolazione di cultura italo-albanese, ancora oggi conserva le sue antiche tradizioni: nella lingua albanese, nei costumi con i loro preziosi tessuti e ricami, nella generosa gastronomia e nel rito religioso greco-bizantino.
Percorso il rione “Magazeno”, con i caratteristici comignoli e case Kodra, si giunge ad un suggestivo belvedere che sprofonda verso il Ponte del Diavolo, piccolissimo, al cospetto della Timpa del Demanio.
L’itinerario prosegue al di sotto del belvedere lungo la “scalinata dell’erica” e dopo l’affaccio dal Ponte del Diavolo si risale l’impegnativo costone roccioso lungo la “scalinata della Chiesa Madre”, 615 gradini per 998 metri di lunghezza. Ne vale la pena per immergersi totalmente in un silenzioso paesaggio bucolico rotto soltanto dal brusio sommesso del Raganello e dal rumore di qualche impavida capretta che percorre la verticalità della roccia lungo l’impressionante parete.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 300 m. • Percorso: ad anello • Durata: 4 h • Lunghezza: 5 Km


Il “sepolcro” della Grande Porta del Pollino

Il maestoso pino loricato della Grande Porta del Pollino era divenuto il simbolo del Parco Nazionale. È stato ridotto ad un cumulo di rami e tronchi morti, ora scuriti, bruciato da balordi senza scrupoli, nella notte tra il 19 e il 20 ottobre 1993. I suoi rami piegati “a bandiera” verso Est indicavano la direzione dei venti dominanti in inverno, venti occidentali che spirano fortissimi dal Tirreno.
È conosciuto da tutti col nome “Zu Peppu”, così chiamato da pastori e boscaioli dove erano soliti ritrovarsi per scambiare qualche parola, all’ombra della sua folta chioma, accanto ad un buon bicchiere di vino.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 454 m. • Percorso: in linea • Durata: 6 h • Lunghezza: 8 Km (a/r)


Da cima a faggio: l’anello di Tavolara

Passeggiata semplicissima ed agevole, in una muraglia di mani verdi protese verso il cielo, per godere della pace dei boschi, rigenerarsi interiormente e tornare alla ragione ed alla fede.
Immerso nel silenzio, brividi di luce dilagheranno tra ombre e profumi. Bosco sarà il tuo cuore, il respiro di tutta la Vita, ramo, foglia, aria, cielo e poi luce. La “madre del bosco”: la faggeta.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 112 m. • Percorso: ad anello • Durata: 5 h • Lunghezza: 6 Km


Due versanti e una capanna: l’anello di Timpone della Capanna

Itinerario abbastanza semplice eccetto la bella cresta Ovest, da superare all’inizio dell’itinerario con un po’ di buona volontà. Di grande impatto visivo è il “Balcone dei Grandi Pini” che si affaccia sui versanti rocciosi meridionali del Timpone, con maestosi pini loricati affacciati sul vuoto.
Il Timpone della Capanna è un grande balcone naturale verso la Valle del Coscile e sul sottostante Piano Ruggio.
Lungo il pianoro di vetta è possibile vedere l’allineamento perfetto verso sud-est delle tre cime più elevate del Massiccio del Pollino: Serra Dolcedorme, Monte Pollino e Serra del Prete.
Sui pianori di vetta, da metà maggio e fino a giugno, nascosta negli avvallamenti protetti dal vento, è possibile trovare profumate e meravigliose fioriture di lavanda.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 217 m. • Percorso: ad anello • Durata: 6 h • Lunghezza: 6 Km


All’ombra dei “Patriarchi”: l’anello di Serra del Pollinello

Eccezionale itinerario molto panoramico tra maestosi e vetusti pini loricati. Tra tutti il “Patriarca del Pollino” l’albero più longevo del Massiccio.
Nel soffio del silenzio ritroverai il tempo per stare con te stesso. Non importa se sarà poco o tanto, vivrai il tempo che ti resta col cuore stracolmo di gioia di vivere. All’ombra dei patriarchi, tra orizzonti che invogliano a sedersi e osservare il mondo, guarderai dentro di te con occhi diversi.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 487 m. • Percorso: ad anello • Durata: 7 h • Lunghezza: 10 Km


Di piano in piano: al Monte Caramolo

Itinerario di medio impegno, più per la lunghezza che per la particolarità del percorso che attraversa magiche atmosfere di boschi secolari ma anche ampi pianori che si perdono verso orizzonti sconfinati.
Il Monte Caramolo (m. 1827) è la cima più alta del gruppo montuoso a cavallo tra la valle del Garga (verso Saracena) e la valle del fiume Tiro nel lato lungrese. Per la sua posizione baricentrica è una delle mete preferite dagli escursionisti. Infatti, la vista dalla cima del Caramolo è straordinaria. In condizioni di ottima visibilità lo sguardo spazia dal Golfo di Sibari ad est ed al gruppo del Pollino a Nord.
Sulla cima il libro di vetta per lasciare un pensiero “attaccato” al cielo.

Difficoltà: ♥♥♥ MEDIA

Dislivello: 623 m. • Percorso: in linea • Durata: 9 h • Lunghezza: 15 Km (a/r)


Sulla faccia della “serra”: l’anello di Serra del Prete

Itinerario maestoso come solo le creste del Massiccio del Pollino sanno regalare.
Si sale dapprima lungo il boscoso versante settentrionale e successivamente si percorre la lunga e panoramica cresta nord che conduce alla cima. Il ritorno discendendo la cresta est, con il Monte Pollino che svetta imponente, poi il sentiero all’interno del bosco che scende velocemente al Colle Gaudolino. Conclude questo meraviglioso itinerario una bella sosta alla sorgente Spezzavummola che sgorga dal cuore più antico del Pollino ed è la più fredda del Parco Nazionale.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 670 m. • Percorso: ad anello • Durata: 7 h • Lunghezza: 8 Km


La via della neve: Colloreto – Colle Gaudolino

Escursione mediamente impegnativa più per il dislivello da coprire che per la lunghezza.
Si parte dai suggestivi ruderi del Convento di Colloreto, fondato nel 1545 dagli Eremitani di Sant’Agostino. In breve tempo divenne uno dei centri religiosi più importanti dell’area del Pollino e uno dei più ricchi, infatti la chiesa conteneva opere di alto livello artistico. Tra il XVII e XVIII secolo venne abbandonato e demolito da pesanti cannoneggiamenti, ad opera dei francesi, poiché divenuto covo di briganti.
L’ambiente naturale circostante è caratterizzato da belle macchie sempreverdi di leccio e da una straordinaria ricchezza d’acque. Il sentiero dopo aver superato parecchie sorgenti dai muschi incrostati di calcare, si innesta alla “scala dei Moranesi”, famosa mulattiera lungo la quale avvenivano gli spostamenti dalla Calabria verso i piani alti del Pollino.
La leggenda vuole che per l’arditezza di alcuni tratti, addirittura scavati nella roccia, tanto da ricavarne dei gradini, non è un vero moranese chi almeno per una volta nella vita non la percorre.
Luogo di transito, in piena estate, per i pellegrini che si recavano alla festa della Madonna del Pollino e per il quotidiano andirivieni dei venditori di neve. Questi in crateri e buche, facevano accumulare la neve caduta in inverno, l’estate, con i muli attrezzati di gerle e cesti la prelevavano dai monti per venderla nei paesi.

Difficoltà: ♥♥♥ MEDIA

Dislivello: 790 m. • Percorso: in linea • Durata: 8 h • Lunghezza: 8 Km (a/r)


I “gendarmi” dei Piani di Pollino

Facile itinerario che regala grandi soddisfazioni specie per chi si avvicina per la prima volta agli ambienti fiabeschi del Parco Nazionale del Pollino.
Per chi vuole godere dell’assoluta tranquillità e della magica atmosfera delle grandi e affascinanti faggete del Massiccio del Pollino. Ancora, per chi cerca il contatto diretto con una natura splendida capace di regalare profonde sensazioni e arricchimento interiore.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 446 m. • Percorso: ad anello • Durata: 7 h • Lunghezza: 12 Km


La sentinella del Colle del Dragone

Un gigantesco e maestoso pino loricato ormai scheletrico protende i suoi rami biancastri sulla faggeta sottostante di Colle del Dragone. È la “Sentinella del Colle del Dragone” maestoso pino loricato dissecatosi agli inizi degli anni ottanta ed ancora in piedi grazie al legno di questa conifera che essendo molto resinoso fa marcire con estrema lentezza il tronco ormai privo di corteccia.
Superato il legnoso gigante dalla cima del Timpone di Viggianello il panorama spazia sulle vette più imponenti del Massiccio del Pollino, sulla valle del Coscile e sul sottostante altipiano di Campotenese fino ai boscosi versanti del settore occidentale del Parco Nazionale. Meraviglioso!

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 183 m. • Percorso: in linea • Durata: 3 h • Lunghezza: 0,6 Km


Polli(ci)nello

Escursione facile che saprà regalare belle emozioni per grandi e piccini.
Lungo l’itinerario non mancherà l’incontro con il pino loricato che vedremo abbarbicato lungo i costoni sud ovest del Monte Pollino per poi abbracciarlo lungo il meraviglioso Belvedere di Gaudorosso. Sempre immersi in una natura generosa dove sarà facile estraniarsi da tutto per godersi la meritata pace.
Dalla cima del Pollinello paesaggi sconfinati da mozzare il fiato!

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 318 m. • Percorso: in linea • Durata: 6 h • Lunghezza: 10 Km (a/r)


I fossili del Monte Cerviero

Escursione facile e adatta a tutti in ambienti sempre diversi.
Molto interessanti i vari tipi di fossili incontrati lungo l’itinerario, tra tutti i megalodon molluschi caratterizzati da una grande conchiglia. E poi varie strutture geologiche: dalla superficie di un piano di faglia alle lave a cuscino originate da eruzioni vulcaniche sottomarine. Ti aspetta un vero viaggio nel tempo!

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 362 m. • Percorso: in linea • Durata: 7 h • Lunghezza: 8 Km (a/r)


La Pietra Campanara

Un monolite di roccia calcarea alto una trentina di metri sovrasta la valle dell’Argentino dalle pendici occidentali del Monte Palanuda. La natura regna sovrana e selvaggia tra vaste pendici ammantate, l’ultimo angolo ancora puro, silenzioso e selvaggio del Mezzogiorno d’Italia.

Difficoltà: ♥♥ FACILE

Dislivello: 169 m. • Percorso: in linea • Durata: 6 h • Lunghezza: 9 Km (a/r)


Verso l’infinito: la Manfriana Orientale

La Manfriana con le sue due vette divise dall’Afforcata è l’ultima alta montagna della grande bastionata rocciosa che chiude a settentrione la Valle del Coscile.
Lunga e bella è la Cresta dell’Infinito che conduce alla cima della Manfriana Orientale dove si trovano più di venti blocchi di pietra scolpiti nel passato per chissà quale scopo. La posizione elevata di questa vetta, circondata soltanto da grandi spazi, fa pensare al tentativo di un tempio dedicato agli dei, fallito forse per le difficoltà di accesso e rifornimento.
Lungo il percorso raggiungeremo anche i resti di una vecchia stazione della teleferica usata un tempo per il trasporto del legname. Il panorama sarà sempre ampio con la vegetazione lussureggiante della Fagosa sottostante.

Difficoltà: ♥♥♥ MEDIA

Dislivello: 691 m. • Percorso: in linea • Durata: 8 h • Lunghezza: 10 Km (a/r)


Di valle in valle: l’anello della Calcinaia

Escursione in un ambiente dagli orizzonti mozzafiato verso la bastionata rocciosa della catena del Pollino.
Uno scorcio raro dove ammirare tutta la valle del Coscile ed il caratteristico borgo di Morano Calabro dall’alto della “sua” montagna: la Calcinaia.

Difficoltà: ♥♥♥ MEDIA

Dislivello: 713 m. • Percorso: ad anello • Durata: 8 h • Lunghezza: 14 Km


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SCALA delle DIFFICOLTA’Gli itinerari proposti sono progettati per essere accessibili a tutti coloro che siano in buone condizioni fisiche e che abbiano voglia di vivere all’aria aperta, tuttavia, ognuna di essa necessita di un minimo di impegno fisico. Ricorda che la classificazione è indicativa e quello che può essere semplice per una persona, può essere difficile per un’altra. Per cui al momento della prenotazione chiedi sempre le informazioni necessarie e soprattutto cerca di valutare con obiettività le tue capacità ed il grado di allenamento.

PASSEGGIATAItinerario prettamente turistico che si svolge all’interno di borghi e centri storici con visita al musei, mostre e siti di particolare interesse storico e architettonico-monumentale.

♥♥ FACILEItinerario sia turistico che escursionistico. Si svolge all’interno di borghi e centri storici ma può interessare anche tratti facili su sentiero o tratturo sterrato. Comprende anche facili escursioni per coloro che si avvicinano per la prima volta alla montagna e non sono allenati. Adatto anche a bambini abituati a camminare. La loro percorrenza necessita di elementare equipaggiamento da montagna.

♥♥♥ MEDIA Itinerario prettamente escursionistico in ambiente montano. Comprende il superamento di dislivelli contenuti e per brevi tratti importanti, per questo richiede un certo sforzo fisico per cui un minimo di allenamento è essenziale. Quasi sempre l’itinerario prevede il raggiungimento di cime oltre i 2000 metri di altezza. Sono necessarie scarpe da trekking o scarpe da ginnastica con suola scolpita. Inoltre richiede attrezzatura necessaria agli improvvisi cambiamenti meteorologici.

♥♥♥♥ DIFFICILEItinerario dove è necessario il giusto allenamento e voglia di faticare. Adatto a chi ha esperienza con la montagna ed ottimo equipaggiamento ad affrontare cattive condizioni climatiche. L’escursione prevede il raggiungimento di cime che sfiorano i 2300 metri di altezza.

♥♥♥♥♥ MOLTO DIFFICILE Itinerario che consiste prevalentemente in concatenamenti di più cime in un giorno o trekking di più giorni in ambienti diversi con l’ausilio dell’accampamento in tenda. E’ necessario adattamento e ottima resistenza fisica.